Fotoritocco “BIO” del Ritratto e parti alla grande! No non è uno scherzo… il ritratto è la tua personale visione e rappresentazione dell’ altro, non si distorce e neppure si svacca “di default!”. Saper calibrare e usare gli stumenti giusti, ti evita di snaturare il soggetto e rovinarne l’ essenza. Come diceva il mitico Enzo Jannacci, se nella musica ” ci vuole orecchio”, nella fotografia “ci vuole gusto e occhio”.

Solitamente quando si parla di Biologico ci riferiamo ad alimenti. Ho voluto fare questa associazione con il trattamento elettronico delle immagini, in virtù della “bulimia visuale” che ormai attraverso i social è diventata un fenomeno globale e dei milioni d’ immagini spazzatura di cui siamo circondati. Di recente ho letto un libro che mi ha fatto riflettere; il titolo è “Dopo la Fotografia”, scritto da Fred Richtin, docente di fotografia alla New York University ed ex photoeditor del New York Times. La giusta misura del fotoritocco specie nel fotogiornalismo e conseguentemente nella foto di ritratto resta un’ ancora del buon gusto in questa stupenda arte.

Saper pesare…

Nell’ era della fotografia digitale la parte che segue lo scatto, cioè; Lo sviluppo dei files e la post produzione, sono importanti tanto quanto la ripresa.Ogni immagine che vedi pubblicata ha subito piu’ o meno interventi  di post produzione prima di essere pubblicata, specie se parliamo di immagini di pubblicità, moda e bellezza.Nelle immagini di fotogiornalismo al contrario la post produzione delle immagini  (se non opportunamente dosata), puo’ essere valutata negativamente dagli Editor dei giornali e delle riviste. Marco Pinna descrive ampiamente il parallelo tra fotogiornalismo e post produzione nella sua rubrica “fuori fuoco”

Le evoluzioni tecnologiche del digitale, hanno portato immagini straordinarie, visibili ovunque, ogni giorno. Sovente, anche con un’illuminazione perfetta e un ineccepibile lavoro di preparazione, l’immagine finale deve subire sempre qualche intervento di post produzione. Il trucco per la post produzione è di dare l’impressione che nulla sia stato affatto ritoccato o, come lo definisco esagerando, “lisciato”.

Con le infinite possibilità offerte dal digitale, come decidere per quali strumenti e filtri optare? In questo articolo approfondirai alcuni “pilastri” della post produzione che funzionano per qualsiasi ritratto e nelle situazioni più disparate.Una ricetta semplice per dare ai tuoi soggetti un aspetto naturale, dosando al punto giusto l’ intervento, cercando di mantenere la forza  delle  espressioni senza mai prevaricarla.

Passaggi fondamentali nella Post produzione

  1. Valutazione
  2. Eliminazione
  3. Riduzione
  4. Revisione (a fine lavoro)

Gli strumenti e le tecniche che vedremo sono una sintesi della mia esperienza maturata attraverso vent’ anni di digitale. E’ indispensabile per te praticare molto questi concetti, per poi in seguito sviluppare il tuo personale stile di lavoro.

Questo procedimento è importante per creare un metodo che ti alleni a non trascurare nessun particolare e imparare a dosare sempre ogni operazione con Photoshop, per ottenere un ritocco il più possibile naturale.Credo comunque che l’obiettivo principale di ogni fotografo sia passare meno ore possibile davanti al computer e più tempo dietro la macchina fotografica, dove si crea la vera magia.

Dai un’occhiata a ciascuno di questi passaggi in ordine.

Un ottimo consiglio da tenere a mente durante l’intero processo è che con ogni nuovo passo, e anche i sotto passaggi, è sempre opportuno duplicare il livello prima d’ iniziare a utilizzare lo strumento successivo.In questo modo si sta creando un backup di ogni passaggio che ci dà la possibilità di tornare daccapo, nel caso si è esagerato in una fase.Questo crea un ordine nel flusso di lavoro e ci consente di lavorare in modo non distruttivo.

Fase uno: valutazione

Per prima cosa analizza la foto che stai per ritoccare.Come è l’illuminazione? Come appaiono i soggetti? Cosa descrive lo sfondo?

Guarda la foto cercando dapprima le situazioni che necessitano di un intervento macroscopico, valuta e immagina mentalmente cosa puoi ottenere a seguito dell’ intervento.Inizi a cosi’ ad allentare l’occhio a vedere tutto quello che non avevi considerato in ripresa, via via entra nei dettagli e decidi come puoi correggere.

Guarda la tua immagine come se non si trattasse  di una fotografia che rappresenta una persona, ma considera solo le forme,  i colori e luce. Comprendi da dove proviene la luce e come influenza il soggetto.

Ecco alcuni importanti elementi aggiuntivi di cui devi avere sempre il controllo.

  • Materie diverse: Individua nella foto le differenze materiche, ad esempio: pelle, capelli, oggetti e pattern nello sfondo. Tutte queste trame sono di natura differente e richiedono diversi strumenti e tecniche quando andrai a intervenire.
  • Zoom +: in qualsiasi immagine di ritratto, lo zoom in avvicinamento ci permetterà di individuare tutte quelle imperfezioni:  Pelle, sporco, polvere o particolari che vorrai correggere o eliminare del tutto.
  • Analizza se ci sono elementi di distrazione: Ci sono alcune parti dell’immagine che potrebbero rimanere o essere eliminate, questo lo scegli tu.Quale elemento può essere di distrazione?Cosa deve comunicare l’ immagine?Ad esempio, un elemento vistoso e non armonico potrebbe disturbare, ma forse chi ti commissiona o comunque lo scopo dell’ immagine vuole che sia presente, quindi dovrai trovare un compromesso.

Una volta identificati gli elementi che richiedono il tuo intervento, decidi se eliminarli o se può bastare semplicemente ridurli. Per esempio, capelli vaganti, polvere, graffi, dovranno essere rimossi, ma eventuale rossore della pelle, pori, e le rughe dovranno semplicemente essere ridotti, non eliminati.

E’ importante fissare questo concetto, sarà importante conservarlo nel flusso di lavoro.Quindi la domanda che ti dovrai fare sempre è: eliminare o ridurre?

Fase due: eliminazione

Una volta effettuata la valutazione iniziale dell’immagine, è possibile iniziare il processo di eliminazione.Questo include ma non è limitato a: polvere, sporcizia, graffi, brufoli, cibo nei denti e qualsiasi altra cosa che sia fuori luogo rispetto all’ immagine.Ingrandisci e esamina la tua immagine da vicino.Pensa a ciascuna area come a forme e colori, consentendo a te stesso di essere il più preciso possibile quando rimuovi questi dettagli.

Per questa prima fase di eliminazione, è preferibile utilizzare il pennello correttivo al volo, lo strumento pennello, lo strumento gomma, lo strumento scherma e qualsiasi altro strumento che rimuove completamente le cose.Non fare affidamento su uno solo. Imparare il differente funzionamento di ogni strumento ti aiuterà a usare una combinazione di questi strumenti di rimozione nel modo piu’ efficace.

Come vedremo in pratica nel video che ti ho preparato, lo strumento timbro clone copia esattamente ciò che hai “pescato” prima con il click . Il  pennello correttivo al volo combina il colore e la trama di ciò su cui fai clic, con l’area che desideri correggere.

Fase tre: riduzione

È qui che il tuo occhio artistico e la cura dei dettagli entrano in gioco.I brufoli vanno via, la polvere e lo sporco sono solo distrazioni, ma le nostre rughe, le linee del sorriso, le cicatrici e le espressioni facciali sono i dettagli che rendono unico ognuno di noi.Queste sono le cose su cui ti concentrerai in questa fase del processo del “maquillage”.

È prerogativa di ogni buon ritoccatore conservare; non solo la natura dell’immagine digitale, ma la particolartità dell’ “istante catturato”  e delle espressioni emotive che sono state impresse in quell’ istante.

Per questo motivo, questo secondo passaggio è cruciale.Allenati a prestare attenzione ai dettagli, pensa sempre al messaggio che deve trasmettere la foto finale, e alla personalità del soggetto.Esempio:se stai ritoccando una soggetto molto allegro che sta ridendo forte, non andrai a rimuovere le sue rughe di espressione della risata.

Tutorial Photoshop Fotoritocco Professionale

 

Teniamo presente che l’obiettivo di noi fotografi, rimane sempre quello di ottenere l’immagine giusta nella fase di ripresa, quindi una mentalità “analogica”,e cioè, quella di non volta a pensare che “tanto lo aggiustiamo dopo in post” è il giusto approccio da instaurare. La post produzione è una grande opportunità solo se la si usa in un modo “BIO”.

Ora comunque avrai una nuova gamma di tecniche che potrai applicare.

Buon Divertimento!

 


giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.