In questo video ho voluto spiegati come ottenere dei bianchi e neri, il cui effetto finale è simile alle antiche tecniche di colorazione con le aniline.

Nell’ articolo di seguito, una riflessione sulle tendenze in fotografia, proprio relative a un ritorno al desiderio di “fisico”, e qui ho usato la metafora “Vinile”.

Dunque se sei pronto, una tazza di caffè e…

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Tecnica Fotografica Bianco e Nero come un “Vinile della Fotografia”

Il fascino del vintage ci raggiunge ovunque, perché ricerchiamo tradizione, o forse per credere, di contrastare un po la caduta culturale e dei valori dei nostri tempi.

La fotografia in tutto questo, la fa da padrona, e si colloca al centro del fenomeno, anche se gli ambienti della fotografia professionale sembra non se ne accorgano del tutto.

Personalmente,  ho iniziato all’età di undici anni a stampare il bianco e nero, chiuso nel bagno di casa, trasformato nelle ore notturne in “camera oscura”.

Ho poi coltivato la passione del laboratorio di sviluppo e stampa, estendendolo al colore, anche in età matura, quando mi sono occupato essenzialmente di ripresa in studio.

Trovavo fondamentale la sinergia tra scatto e sviluppo, per ottenere il risultato che disideravo.

Non sono come molti colleghi che cercano di valorizzare il proprio ruolo dando luce a teorie del tipo: per trattare opportunamente la foto digitale bisognerebbe sapere come si lavorava su pellicola, come si sviluppava con la chimica, come si stampava.

Ho vissuto con entusiasmo il passaggio da analogico a digitale, sin dagli inizi, quando quasi tutti gli addetti ai lavori, erano scettici.

L’ aspetto interessante, è che ogni singola fuzione (o quasi) che è stata implementata dagli sviluppatori, altro non è, che una traduzione del processo analogico, quindi torna interessante sfruttare questo aspetto per dare vita a tecniche fotografiche digitali, che possano dare risposte a schemi e culture “vintage”.

Il ritorno al “tangibile”

In un articolo, che ho trovato molto interessante, a questo proposito sul The New York Times, Rob Walker commenta il “ritorno al fisico”; il fascino di tutto ciò che è analogico: dai libri stampati ai dischi in vinile, alle trasmissioni televisive over the air.

Già nel 1982, agli albori dell’era digitale, l’autore John Naisbet scrisse in Megatrends che l’arrivo di un mondo digitale avrebbe anche causato una storia d’amore con tutte le cose fisiche: stilografiche e macchine da scrivere manuali.

Man mano che il nostro mondo diventa sempre meno reale – sempre meno fisico, c’è un naturale stimolo a fare le cose con le mani – verso il “crafting” del prodotto da soli.

Ho passato gli ultimi 30 anni in un mondo ad alta tecnologia – video, televisione e online – live streaming, VR a 360 gradi, cross medialità.

Sono entrato in questo business molto tempo fa perché sono un fotografo.

Ero ipnotizzato dalle immagini e dal loro processo di creazione.

C’era una sorta di segretezza al riguardo. I “segreti di bottega”, lavorare per “rubare il mestiere”, altro che condivisione dei saperi (io, come avrai potuto capire sono per il secondo paradigma)

Mentre riversavo le competenze della fotografia nella tecnica del video, non ho mai perso la passione per la fotografia da cui sono nato.

La fotografia, tuttavia, è cambiata.

Come tutto il resto, è stata toccata e alterata dalla “rivoluzione digitale”. Per dirne una marginale, ma neanche tanto… La pellicola (caricavo decine di chassis di pellicole piane per banco ottico, al buio) è stato sostituita da schede digitali contenenti centinaia di immagini.

L’atto di stampare le fotografie, intere nottate trascorse in camera oscura, guardando le immagini apparire in una serie di bagni chimici  è stato sostituito da alcune semplici manipolazioni su un computer.

I colleghi che si sentono “scavalcati” (ne conosco molti sopratutto nel settore della fotografia per privati) perché pensano “tutti ormai con il digitale fanno quello che vogliono”. Credo, sull’ onda di questa tendenza, possano avviare una proposta molto raffinata e unica, nella quale il fascino dell’analogico (tradotto in digitale) riesca sicuramente a fare la differenza.

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giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.