scattare in raw

 

 

Raw è il segreto!

Puoi trovare molti articoli online dove si  discute dei vantaggi di scattare in RAW e probabilmente un numero uguale di argomenti contrari che affermano che è possibile ottenere risultati ugualmente eccellenti in JPEG.

Anche se questo è assolutamente vero, vorrei discutere le ragioni che mi hanno spinto esclusivamente a scattare in RAW, nella speranza che possa persuaderti a fare lo stesso.

Ho quasi voluto paragonare la scelta di scattare in RAW, al passaggio  dal comando “auto” alla modalità "manuale" della fotocamera.

Quando le persone iniziano a praticare la fotografia digitale, può sembrare di trovarsi in una dimensione stracolma di gergo tecnico, che, inevitabilmente, va a creare una barriera per coloro che sono agli inizi, e che rende piu’ difficile l’apprendimento.

Tuttavia, una volta che hai compreso le basi della fotografia in generale ( è molto importante avere chiari i concetti fondamentali; luce, costruzione dell’immagine, ottiche, esposizione…)

Oltre la comprensione di tutti i processi coinvolti, e di come le diverse impostazioni possono influenzare i tuoi risultati, scoprirai che lasciare che la tua fotocamera esegua in automatico lo scatto, può risultare un grosso fattore limitante nel mettere a frutto la tua creatività, e che non ti aiuta a costruire una tua personale visione.

Ma cos'è il RAW?

Un file RAW è un file di immagine non compresso che registra i dati dal sensore "così come sono", con un’elaborazione minima.

A seconda della fotocamera, questo file conterrà molto probabilmente dati a 12 o 14 bit. Quando si scatta in modalità per il formato JPEG, la fotocamera prenderà il file RAW, elaborando con una serie di azioni generiche (in genere regolazioni di contrasto / saturazione, e correggendo il bilanciamento del bianco e la nitidezza) per poi comprimere l'immagine in un file JPEG a 8 bit.

Bit ovvero Profondità di Colore

Questa differenza in "profondità di bit" è la chiave di tutto il discorso... L'immagine a 12 bit conterrà 2 ^ 12 = 4096 toni per canale. Dato che ci sono tre canali per pixel (rosso, verde e blu), ciò equivale a 4096x4096x4096 = 69 miliardi di possibili toni per pixel.

Se lo confrontiamo con le altre profondità di bit, vedi la differenza:

Profondità bit Toni per canale Possibili toni per pixel
8-bit 2 ^ 8 = 256 16,8 milioni
12-bit 2 ^ 12 = 4096 68,7 miliardi
14-bit 2 ^ 14 = 16384 4.4 trilioni

Questi numeri visti cosi’ ricordano un po’ il Professor Cottarelli quando ci parla di spread e mercati borsisitici in televisione. Sono quasi esageratamente grandi per essere compresi, tuttavia è abbastanza semplice il concetto:

Quando si scarica un file JPEG dalla fotocamera e lo si apre in Photoshop per elaborarlo, ci sono solo 256 possibili toni per definire il colore per ogni singolo canale, cioè rispettivamente per il canale del rosso, verde o blu.

Quanto detto, significa che quando si applicano le modifiche al contrasto o alla luminosità, ci sono un numero abbastanza limitato di toni possibili per ciascun pixel, questo evidentemente, potrà comportare un evidente degrado dell'immagine se ci si spinge un po’ oltre, ad esempio con le curve di contrasto o con la saturazione.

Con un'immagine RAW, il numero di possibili toni è cosi’ tanto maggiore che ci offre la possibilità di apportare modifiche più significative senza alcun impatto sulla qualità dell'immagine finale.

Ma come accade per qualsiasi cosa, anche questo ha un suo “costo”...

A causa della maggiore profondità di bit, i file RAW, sono sempre da 2 a 6 volte più grandi del JPEG quando vengono elaborati e registrati nella fotocamera.

Ciò impatterà sulla capacità della tua scheda di memoria, rendendola molto più limitata.

Inoltre, mentre un JPEG è tipicamente pronto per la stampa direttamente dalla fotocamera, un file RAW dovrà essere elaborato manualmente nella tua “camera chiara” digitale (questo argomento lo affronteremo approfonditamente). Quindi, per rispondere all'ovvia domanda di "ne vale la pena?",

Consideriamo i vantaggi ...

scattare in raw

 

 

Esempio di recupero di sottoesposizione durante lo sviluppo RAW

Scattare in Raw, ecco tutti i vantaggi...

Come accennato in precedenza, quando si riprende in modalità JPEG, la fotocamera elabora l'immagine internamente, prima di comprimerla a una profondità di bit inferiore.

L'elaborazione applicata dalla fotocamera è generica e uniforme su tutta l'immagine.

Al contrario, quando si acquisiscono immagini RAW, si ha il pieno controllo quantitativo sull’elaborazione che vogliamo applicare a un'immagine, e nello specifico, in quale porzione di immagine viene applicata (possiamo agire a livello zonale costruendoci delle maschere).

Data la maggiore profondità di bit dei file RAW, qualsiasi immagine acquisita ha molto più tolleranza rispetto al JPEG sotto ogni aspetto: esposizione, colore, luminanza, latitudine di esposizione.

Ad esempio, se non hai “centrato” la tua esposizione e hai sovraesposto il cielo di una fotografia di paesaggio, ottenendolo quasi bianco, sarai in grado di recuperare molti più dati tonali nel file RAW, e potenzialmente, salvare ciò che altrimenti, potrebbe produrre un'immagine destinata al cestino.

Analogamente per i dati relativi alle basse luci ed ombre, vengono conservate molte più informazioni che ci permettono, nelle aree sottoesposte di un'immagine, di recuperare dettagli che altrimenti andrebbero persi.

HDR da un solo scatto

Un’ aspetto creativo molto interessante è che il nostro Raw  può contenere abbastanza dettagli tonali per creare un'immagine in stile HDR da un’unico file.

L'esposizione dell'immagine può essere aumentata o diminuita durante la postproduzione per creare 3 immagini, come se fossero tre scatti con esposizioni diverse, che potranno essere poi classicamente combinate come un HDR, per arrivare a quell'effetto di una maggior gamma dinamica, ma il tutto partendo da un solo, singolo scatto.

Un bilanciamento del bianco "Matematico"

Quando decidi di scattare in RAW, non è più necessario impostare il bilanciamento del bianco nella fotocamera.

La maggiore profondità di bit dei file RAW rende possibile un bilanciamento del bianco molto ben definito, mediante l' impostazione basata su di una precisa temperatura di colore (in Kelvin), questo durante la postproduzione.

Contrariamente a quanto avviene per il Jpeg che lavora su di un numero limitato di preset definiti che trovi nella fotocamera da impostare prima dello scatto (spesso molto, troppo... Generici).

Per effetto della maggiore profondità di bit, anche spostamenti significativi del bilanciamento del bianco non avranno mai un impatto negativo sulla qualità dell'immagine finale.

La nitidezza può essere applicata quanto vuoi e anche dove vuoi tu, senza intervenire con filtri nitidezza in modo eccessivo e talvolta distruttivo come avviene nel JPEG, che ha già ricevuto interventi generici sulla nitidezza in fase di scatto e registrazione.

In questo modo potrai enfatizzare i dettagli di una sezione specifica dell'immagine (esempio make-up o particolari, tipo capelli, occhi), escludendo tutte quelle zone dove la nitidezza non risulta necessaria (ad esempio nell'incarnato-pelle).

Anche su questo versante dunque si ha conferma di una maggiore capacità di controllo sul risultato finale.

Il valore aggiunto

Come se i punti già analizzati non fossero abbastanza, quello che forse è il motivo fondamentale per la scelta di scattare in RAW; è, che qualsiasi intervento di fotoritocco non sarà distruttivo.

A differenza di un file JPEG, in cui le modifiche apportate all'immagine sono permanenti, tutte le modifiche apportate a un'immagine RAW sono memorizzate in un file di metadati associato al file RAW, lasciando in questo modo intatto il file originale.

Ciò significa che non puoi agire irreparabilmente su di un'immagine, questo grazie al fatto che stai salvando le modifiche solo a livello di metadati, e che quindi potrai rielaborare un'immagine anche dopo settimane, mesi o anni, avendo sempre a disposizione il tuo RAW originale, e potrai farlo man mano che le tue personali capacità nella tecnica di postproduzione miglioreranno.

Ora, ti mentirei se dicessi che non ci sia, come peraltro per qualsivoglia competenza, una curva di apprendimento, anche per l'elaborazione RAW.

Software

Avrai bisogno di un software di elaborazione RAW dedicato per manipolare le tue immagini, il golden standard mondiale, è sicuramente Photoshop Camera Raw. Lightroom è molto interessante per lo sviluppo e utilizza lo stesso motore di Photoshop Camera Raw.

Ateneofotografia.it stà pensando ad un corso, che sia alla portata tecnica di tutti, per iniziare a trattare con competenza l'argomento dello sviluppo e l’elaborazione del Raw, cosi vitale per tuttti noi fotografi.

Con un po 'di ricerca, vedrai quanto è facile ottenere il massimo dalle tue immagini, e presto ti chiederai perché non hai iniziato prima a lavorare in RAW!

Dato che la maggior parte delle fotocamere dovrebbe offrire la possibilità di scattare in "RAW + JPEG", dove la fotocamera registra sia il file RAW che il file JPEG elaborato, sulla scheda di memoria, non hai scuse per non provarlo la prossima volta esci con la tua macchina fotografica.


giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.