La luce è la tua materia prima

Come per il pasticcere sono la farina e le uova, o per il falegname il legno… Per noi fotografi, la Luce è tutto.

Partiamo dal concetto che la luce è parte delle radiazioni elettromagnetiche, viaggia a 300.000 Km al secondo, e si propaga in linea retta a partire dai corpi che la emettono. Può rallentare o modificare la propria traiettoria se attraversa corpi estranei. Questo assunto di base può apparire banale? Noioso?

Frequentando la prima classe alle superiori, mi sembrava fosse cosi, appunto, banale e noioso, e invece… Quando arrivai allo IED di Milano, la mia prima lezione di Tecnica era proprio sulla Luce, devo ammettere, che in questa fase della mia vita da fotografo, avevo già cambiato completamente opinione e ancora ricordo quanto fu emozionante quella lezione col Professor Scarano.

Capii che avere bene in testa questi concetti di base, avrebbe significato padroneggiare la tecnica fotografica con sicurezza e facilità.

Evitando di adentrarci ora, nella misteriosa fisica della luce in modo scientifico, dove esistono varie teorie, ti suggerisco di fissare i punti elencati qui sotto.

Le prerogative della luce, che trovi sempre presenti

  • Vediamo solo la luce quando riflette su qualcosa o stiamo guardando verso la fonte.
  • Può essere rimbalzata (riflessa) o deviata (riflessa e/o rifratta) e lo fa sempre in modi da te prevedibili.
  • Quando riflessa si disperde a seconda della “riflettenza” della superficie.
  • Parliamo di luce bianca quando è composta da tutti i colori visibili in eguale misura (come quella del sole a mezzogiorno).
  • Quando è  colorata, diversamente, ha diversi livelli di energia o “lunghezze d’onda”.
  • Le ombre si verificano quando qualcosa si interpone tra una fonte di luce e un’altra superficie.
  • La luce può variare enormemente nel livello di luminosità (quantità di luce), e il nostro cervello si adatta molto abilmente per gestire una corretta visione anche attraverso un’ampia varietà di intensità luminose.
  • Le fotocamere sono molto meno “in grado di vedere” chiaramente un’ampia varietà di condizioni di illuminazione rispetto al nostro sistema di visione, che è mediato da un complesso sistema, che nel nostro cervello, interpreta e adatta, gli stimoli nervosi provenienti dalla retina costruendo un’immagine corretta.

 

Benissimo, abbiamo detto che la luce è energia elettromagnetica,  le diverse lunghezze d’onda rappresentano i colori, abbiamo la possibilità di modificarne o almeno prevederne la sua natura attraverso i fenomeni luminosi in particolare: Diffusione, Riflessione, Rifrazione, Trasmissione tutti argomenti che affronteremo ampiamente piu’ avanti perchè sono parte dell’ “armamentario” quotidiano del fotografo.

Ora vorrei che ti soffermassi su questi tre punti cardine dell’ illuminazione in fotografia:

  • Luce diffusa

  • Luce riflessa

  • Controluce


Luce diffusa

Qui iniziamo a introdurre il fenomeno luminoso della diffusione. La luce che parte dalla sorgente è puntiforme, quando un singolo raggio di luce colpisce una superficie porosa o attraversa un materiale che ha una trama fitta, si scompone in infiniti raggi.

In parole semplici: definiamo Luce diffusa, quella non secca e diretta al soggetto, cosi come viene dalla sorgente; ma che è stata in qualche modo ammorbidita.
Un  esempio classico è di quando, sei all'aperto, e il sole risplende senza nuvole nel cielo. La luce è secca e noterai che ci sono ombre marcate, portate, o adiacenti al tuo soggetto. Ma se hai nuvole che si interpongono al sole, ecco appunto, che i raggi luminosi vengono moltiplicati infinite volte e deviati producendo luce diffusa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È possibile utilizzare l'illuminazione diffusa a proprio vantaggio, in modo straordinario. Se stai facendo foto di ritratto, in un giorno nuvoloso (quindi con luce diffusa), stai praticamente utilizzando un gigantesco "softbox naturale".

In questo caso, sarai in grado di lavorare con il soggetto molto più semplicemente, avendo la possibilità di scattare da svariate angolazioni, perché non sarai limitato dalle ombre "secche" che la luce diretta potrebbe creare.

L'illuminazione diffusa è preferita da molti fotografi, in quanto è uniforme e meglio gestibile. La luce diffusa è ampiamente utilizzata anche come "schiarita", cioè per addolcire le ombre generate dalla luce diretta, questo argomento, lo approfondiremo ampiamente quando vedremo gli schemi di illuminazione piu utilizzati in fotografia e di conseguenza anche nell' audiovisivo (video, cinema e televisione).

Luce riflessa

Altro fenomeno luminoso fondamentale è quello della riflessione.Un raggio luminoso emesso da una sorgente, viene riflesso quando nella sua traiettoria incontra una superficie lucida, seguendo la legge fisica della riflessione (l'angolo di incidenza è uguale all'angolo di riflessione).

Se ti trovi a scattare un ritratto accanto a un edificio bianco, la luce che colpisce l'edificio si rifletterà sul soggetto, creando una luce soffusa, se invece ti trovi col soggetto ad esempio di fianco a uno specchio la luce arriverà precisamente con la stessa angolazione di come è arrivata sulla superficie.

Uno dei piu' comuni accessori per ritratti e la foto di moda in esterno è il pannello riflettente che normalmente ha un lato bianco e uno a specchio color oro o argento, addirittura negli anni Ottanta per la fotografia di moda, venivano utiliozzati dei veri specchi, per riflettere la luce sul soggetto, una Grande Fotografa di moda che usava questa tecnica, e che io adoro, è Alberta Tiburzi . La luce riflessa puo' essere piu o meno morbida, e assume il colore della superficie del materiale da cui viene rimbalzata.

 

Controluce

Il controluce è la luce proveniente dal retro del soggetto.Lavorando con il controluce, puoi sagomare il soggetto. Il controluce aggiunge un effetto di  tridimensionalità al soggetto.

È necessario posizionare il soggetto (o viceversa la luce), tra il punto di ripresa e la sorgente luminosa. Se usi il sole come fonte di luce, i diversi orari della giornata ti daranno diversi tipi di controluce, data l'inclinazione dei raggi. Più basso è il sole, più morbida sarà la luce.

Potresti trovarti nella necessità di usare la messa a fuoco manuale, in quanto il sistema di autofocus della fotocamera viene "abbagliato" dalla luce proveniente di fronte. Occorre prestare anche particolare attenzione affinche la luce non vada diretta sull' obiettivo, per evitare, ciò che viene definito in gergo "luce in macchina", e cioè, luce che non arriva all'obiettivo, perchè riflessa dal soggetto; ma che direttamente dalla fonte luminosa batte sulla lente frontale dell' ottica.

 

 


giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.