In questi giorni ho avuto finalmente l’opportunità di provare la Fujifilm X H1, che da quando è entrata  in scena, nel Febbraio 2018, mi ha sempre incuriosito.

Su questo fotocamera, già battezzata, come la prima vera ibrida della Casa Nipponica, si è ampiamente parlato e molto è stato scritto online.

Chiaramente, come sempre le opinioni sono divergenti, e alla fine non rimane altro da fare, che provare personalmente.

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Da sottolineare, che, anche il prezzo, rispetto a quanto ci offre effettivamente questa attrezzatura, la rende obiettivamente interessante.

Come vedremo, è, a tutti gli effetti, una macchina ibrida.

Significa, che oltre a essere eccellente per la produzione d’immagini fisse, è competitiva anche per la produzione di video, questo grazie all’introduzione dello stabilizzatore IBIS e di altre caratteristiche che vedremo più avanti.

Fin dalle sue origini, con l’originale X100 e X-Pro1, Fuji ha conquistato il segmento di mercato dei creatori di contenuti professionali, o comunque il settore amatoriale particolarmente evoluto, sopratutto nel filone legato alla fotografia di Viaggio e Street Photo.

La qualità delle immagini fisse, realizzate dalle fotocamere Fujifilm X, è sempre stata spettacolare, grazie allo studio e all’esperienza Fuji in ambito  colore, proveniente da un retaggio storico che risale all’epoca dell’analogico.

Ricordo quando da giovane fotografo, per sperimentare, soprattutto i trattamenti Cross in laboratorio, utilizzavo la mitica pellicola Velvia.

Da sempre Fuji, ha fatto la differenza nella rappresentazione del colore, sopratutto nella gamma dei verdi.

In quanto al livello di competitività, per quanto attiene al Video, invece, Fuji è sempre rimasta leggermente indietro rispetto alle offerte di altri produttori.

È qui che entra in gioco la Fujifilm X-H1, ma non è solo il video a distinguerla.

L’X-H1 comporta tanti piccoli cambiamenti insieme all’aggiunta di alcuni enormi miglioramenti come l’In-Body Image Stabilization (IBIS).

Fujifilm X H1, il suo Stabilizzatore “in body”… E i tanti vantaggi

Lo stabilizzatore IBIS incorporato nella Fujifilm X-H1, funziona bene anche con lenti non stabilizzate.

Personalmente ho testato lo stabilizzatore registrando video, montando lenti stabilizzate e devo dire che ho trovato eccellente i grado di compensazione sui movimenti di tutti gli assi.

Generalmente, le attrezzature che montano il sistema lBIS (In-Body Image Stabilization) risultano fisiologicamente più economiche nel lungo termine.

E’ un acquisto una tantum, e che consente di lavorare anche con obiettivi non stabilizzati quindi piu’ economici.

A differenza della maggior parte degli obiettivi con IS integrato, IBIS lavora silenziosamente.

Se hai attivato la stabilizzazione dell’immagine su un obiettivo, probabilmente hai sentito dei micro rumori provenienti dall’obiettivo durante la messa a fuoco. Questo è  fisiologico, il sistema di stabilizzazione dell’immagine nell’ottica deve necessariamente spostare interi gruppi ottici e inevitabilmnete questo genera micro rumori.

fuji-xh1Aggiungo in base alla mia esperienza personale che il sistema di stabilizzazione IBIS, offra un Bokeh più pulito. Con IS attivato per i sistemi su cui è integrato, l’obiettivo effettua regolazioni ottiche per contrastare qualsiasi movimento, questo può generare un Bokeh, che suggerisce qualcosa di estremamente artificioso.

Quindi per un bel Bokeh pulito: Stabilizzatore IBIS… Al massimo, togli la stabilizzazione sulla lente.

Di non poco conto, è il fatto, che l’implementazione IBIS di Fujifilm venga gestita da due processori dedicati, mentre le implementazioni IBIS di altre aziende sono alimentate da un singolo processore.

Il vantaggio in questo caso è che l’implementazione di Fujifilm è in grado di campionare i dati di telemetria dai suoi sensori 10.000 volte al secondo, e quindi apportare le correzioni necessarie relative e in opposizione al movimento della fotocamera, più velocemente di quanto altri sistemi siano in grado di fare.

Non solo in questo modo si rendono le regolazioni più rapide, ma possono anche essere più accurate, grazie al campionamento di più dati per elaborare le correzioni.

La prima cosa che balza all’occhio, è che l’X-H1, è più grande e più pesante di qualsiasi altra Fuji della serie X precedenti.

Personalmente ho sempre apprezzato la serie X proprio per le piccole dimensioni, che ne fanno una prerogativa e che la rendono l’attrezzatura d’elezione per la Fotografia di Paesaggio.

Cio nonostante, credo anche, che le dimensioni ridotte del corpo macchina, non siano in assoluto le migliori.

In effetti la Fujifilm X H1 risulta molto ben bilanciata quando la si utilizza con lunghe focali.

Il motivo principale di questa variazione nella scuola di pensiero di Fuji di produrre fotocamere piu “grandi e pesanti “, nasce come esigenza in fase progettuale.

E cioè: Il sistema IBIS da dover integrare nel corpo.

Oltre allo spazio fisico occupato dallo stabilizzatore, è stato previsto anche un’aggiunta di robustezza nella costruzione, come contropartita, si sono aggiunti alcuni grammi di peso al corpo macchina.

La presa più ampia e spessa (grip), aggiunge sicuramente stabilità e riduce lo stress nei muscoli della mano, e, per essere onesti, la fotocamera non è poi cosi massiccia e pesante, sopratutto se abbinata a una piccola ottica fissa.

Non ho mai letto, ne ascoltato lamentele riguardo la qualità costruttiva delle precedenti fotocamere serie X, ma sono sicuro che per alcuni fotografi un corpo più robusto rappresenti un vantaggio, sopratutto per chi svolge lavori come sfilate di moda, fotografia naturalistica e sportiva.

 

Fujifilm X H1

Battery Grip sopratutto per girare video

fuji x h 1 recensione

Ancora piu’ stabile e bilanciata se aggiungiamo il battery grip.

Il Power Grip VPB-XH1 opzionale fornisce la disponibilità di due batterie aggiuntive, che possono essere alimentate utilizzando un alimentatore da 9 V che è incluso.

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Fondamentale per estendere la durata della registrazione video e inoltre permette di utilizzare una cuffia audio attraverso una presa jack 1,5mm per i controlli in Real time durante le registrazioni.

A proposito di batterie…

X-H1 utilizza la stessa W-126S utilizzata nell’ultima generazione di fotocamere della serie X.

La fotocamera, viene data dalla casa per 310 scatti, a me sembra un pò pochino per ogni singola carica della batteria.

Personalmente sono riuscito a farne di più, ma è opportuno tenere come riferimento i dati della casa costruttrice, a scanso di brutte sorprese.

Probabilmente avrai bisogno di una batteria di riserva o due se fai un utilizzo Pro della fotocamera.

Nel display che è stato aggiunto nella parte superiore della camera puoi visualizzare il livello delle tre batterie oltre agli scatti rimenenti e alla compensazione EV e altri dati tipo preset AF ecc…

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Fujifilm X H1: L’ Autofocus

Ho voluto sperimentare la capacità dell’autofocus, in una situazione di luce scarsa con soggetti in rapido movimento.

Per questo mi sono recato all’ Acquario di Genova, e devo dire che le condizioni per fotografare le vasche sono davvero critiche, qui si lavora con molte complessità.

Ho lavorato con punto singolo e fase ibrida, il movimento è rapidissimo e si lavora a 1 o 2 EV. Bene il 50% degli scatti sono risultati perfettamente a fuoco, è notevole viste le condizioni, ma per me, non è perfetto.

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Touch Screen per fissare l’area Autofocus

Innovativa la possibilità di interagire con i settaggi autofocus attraverso il Touch Screen, in ogni caso trovo che sia opportuno riverificare attraverso il mirino, quindi, personalmente trovo comunque più veloce e sicuro utilizzare  il classico Joystick.

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Il cambiamento dell’algoritmo del sistema AF

Apparentemente, l’evoluzione rispetto all’ autofocus sulla X-H1 sembra essere abbastanza marginale, se prendiamo come riferimento la X-T2 o le altre fotocamere basate su X-Trans III.

In realtà, questi cambiamenti dell’algoritmo sono molto più significativi nella pratica rispetto a quelli che si possono teoricamente interpretare attraverso la scheda tecnica.

Fujifilm X H1 utilizza a livello di sensore, lo stesso hardware fisico che si trova nell’X-T2 e lo estende al suo massimo potenziale.

L’X-T2  di fatto suddivide ciascun punto di messa a fuoco selezionabile dall’utente in 5 sotto-zone che la fotocamera utilizza per elaborare la messa a fuoco su quel punto.

Fujifilm X H1 prende le stesse 5 sotto-zone ma poi le espande in ulteriori 4 sotto-zone ciascuna, quindi ne deriva che, se l’X-T2 misurerebbe 5 punti per area di messa a fuoco, l’X-H1 sta lavorando su ben 20 punti.

Il risultato è che non solo X-H1 è più precisa e migliore nel tracciamento, ma risulta anche migliorata la messa a fuoco in situazioni di contrasto minore e dove il soggetto si muove velocemente.

Un Mirino da spettacolo

Fujifilm X H1

Se il mirino della XT-2, è, a mio avviso, già eccezionale, questo lo supera. Tutti coloro i quali sono abituati a mirini ottici di alta gamma, ebbene, questo è un mirino elettronico che non li lascerà delusi.

Ho voluto provare i suoi  3,79 milioni di punti con un rapporto di ingrandimento di 0,75x, in una ripresa macro, cercando di prendere la messa fuoco precisa in un dato punto del soggetto, muovendo la mia testa in avanti e indietro.

Devo dire che la visione del dettaglio è eccezionale raffrontabile solo a quella di Panasonic GH5.

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Le 6 modalità di Autofocus Customizzate

La fotocamera ci offre la possibilità di Customizzare una serie di preset per le modalità di autofocus da usare per ogni situazione operativa.

Ma la mia domanda è: Come è possibile cambiare velocemente la modalità dovendo necessariamente togliere l’occhio dall’azione che stiamo riprendendo?

Per cui lo vedo piu’ come “abbellimento in salsa Nerd…“, con retrosapore di Marketing.

Può però essere che, usandolo, nel tempo lo si possa apprezzare meglio…

Fujifilm X H1

Sensore Aps-c da 24MP

Il sensore, lo trovo simile a quello della serie XT a partire dalla XT2 poi XT3, a dirsi: Un hardware eccezionale.

Con i suoi 24 MP, e, con la prerogativa di Fuji da sempre, e cioè; di produrre dei Jpeg esageratamente belli, in quanto a ricchezza nei colori, belle tonalità della pelle, e in più con il profilo ETERNA, che riprende pari pari, quello della pellicola Cine, rende eccitatamente felici tutti i Videomakers (me compreso, lo ammetto).

Se poi ragioniamo sul Raw… Va beh, qui siamo veramente al top, per poter fare tutto ciò che vogliamo, ma, come sai meglio di me,  conta moltissimo la capacità individuale, nel gestire i parametri in ripresa, e, lo sviluppo dei files successivamente.

Insomma Sensore dieci e lode! (ma lo si sapeva già).

Fujifilm X H1 e il “pianeta Video”

In questo versante, è lo stabilizzatore IBIS che diventa il protagonista di questa macchina.

Oggettivamente questa è una notevole fotocamera ibrida.

In grado di produrre un 4k a 24fps, si può fare un  17:9, ma che rimane a 8bit.

Quindi, se stai considerando una camera ibrida che ti consenta un 10 bit, devi sempre orientarti su Panasonic GH5 o GH5s, per il momento.

Come si è detto prima, ha il profilo colore ETERNA, da veri fanatici del Cinema, che è in assoluto il mio profilo colore preferito.

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Hai a disposizione uno Slow Motion, anch’ esso entusiasmante da 120 P a 1080.

Non è finita… Il 4K ti arriva a 200 Megabit/secondo, questo ti aiuta nelle riprese di situazioni che richiedono estrema fluidità come ad esempio flussi di liquidi, particellari ecc.. Poi c’è sempre da considerare dove vanno a finire i filmati, perchè certe raffinatezze come questa, ci pensano le compressioni adottate da Youtube o dai Social a distruggerle…

Dunque, in sintesi, le caratteristiche che preferisco per quanto attiene al video di questa Fotocamera, a parte il profilo Eterna è sicuramente il Viewfinder.

Interessante la modalità “silenziata” per salvaguardare l’audio in ripresa, che offre la possibilità di interagire con i comandi usando il touch screen ivi compreso la regolazione della velocità di otturazione.

Se ti piace, o sei abituato a cambiare setting in corso d’opera questo sistema è ottimo.

Sicuramente le caratteristiche di robustezza, ergonomia e il prezzo interessante di questa attrezzatura ne fanno una macchina indicata per la produzione di stock footage da vendere online (ti consiglio di valutare questa opportunità perchè ora è il momento giusto!) e reportage di viaggio.

Un piccolo neo è che con la batteria hai a disposizione solo 15 minuti di ripresa video, con il Battery Grip arrivi a 30 minuti, altro  problema non marginale è che non ci sono riferimenti per valutare l’ esposizione, non ha le “Zebra”,  quando ad esempio, girando in piano-sequenza, muovendoti cambi situazioni di luce, non puoi sapere cosa stai combinando, e questo è un sicuramente un limite.

I 5 buoni motivi per farci sopra un pensierino…

 

 In ogni caso il profilo Eterna a disposizione, da solo, considerando il prezzo  “Entry” della macchina, già la promuove anche sul campo Video, anche se, la competizione in questo versante è amplissima.

Una macchina sicuramente robusta, e quindi sarai tranquillo per qualche tempo senza grattacapi, lo stabilizzatore ti apre le porte al Video, se già non lo stai facendo.

E… Last but not least il prezzo interessantissimo rispetto a quanto questa attrezzatura ti può offrire.

Buon divertimento con la tua Fuji X H1!


giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.