Fotografia Glamour: Cosi’ nacque uno dei generi più affascinanti e controversi della fotografia

La fotografia Glamour, il cui termine trova origine nella lingua inglese, è per definizione assimilabile a “fascino”, con riferimento in particolare a eleganza, sensualità, seduzione.

Lo scopo per cui si è sviluppato questo genere, è dalle origini quello di creare visibilità e autorità e quindi di promuovere personaggi dello spettacolo e del cinema, ma non solo… Come vedremo ora.

Se è vero che l’interesse per le fotografie delle celebrità risale quasi all’invenzione della stessa fotografia, ed è sicuramente passato attraverso l’invenzione del cinema. E’ altrettanto vero che in realtà questo fenomeno è iniziato con quelle che venivano chiamate le “Cartes de visites”.

In sostanza erano piccole stampe su carta fotografica, che rappresentavano le celebrità e che venivano collezionate e scambiate.

Durante la guerra civile americana, moltissime cartes de visites formato 6 per 10, furono stampate a buon mercato, raccolte in massa e scambiate o visualizzate in album.

Le cartes erano così popolari tra il grande pubblico che venne coniata la frase “cartomania”, per descriverne il fenomeno.

Più tardi le cartoline da collezione, con personaggi famosi della politica, del teatro e della letteratura, divennero dei veri e propri oggetti da collezione e diffusi in massa.

carte de visites
Abraham Lincoln, Carte de Visites 1864. Biblioteca del Congresso
carte de visites
Lily Elsie, Carte de Visites circa 1900. National Portrait Museum, London

La fotografia Glamour trova il suo incoronamento a Hollywood

Nonostante il concetto di Glamour fosse stato parte della cultura occidentale, sin dal XVIII secolo, trovò il suo incoronamento a Hollywood negli anni ’30 dove costituiva uno stile di fotografia che catturava la bellezza ultraterrena incarnata dalle idealizzate Star del cinema.

Glamour, come le stesse Star.

Fu un’illusione costruita con cura, e che veniva trasmessa al pubblico cinematografico, che a sua volta adorava queste figure “divine” e nutriva i propri desideri acquistando biglietti al botteghino, sostenendo così gli studi che producevano immagini.

Gli studi divennero, via via, maggiormente specializzati, e, furono i fotografi i veri artefici, riguardo alla “creazione” delle Star.

Migliaia di persone vennero impiegate, Stilisti, truccatori, assistenti. A ciclo continuo, giorno e notte.

I fotografi facevano parte del dipartimento di pubblicità. Le loro fotografie vennero prodotte e vendute a migliaia ai giornali e alle riviste che si rivolgevano ai fan.

Esistevano due diversi tipi di fotografia scattate durante la realizzazione dei film.

  1. La foto di scena, che però non era assimilabile a quella che viene fatta attualmente sui set cinematografici. Chiaramente, data la tecnologia dell’epoca, era necessario ricreare le scene del film per scattare le foto in un secondo momento.
  2. Il ritratto pubblicitario, di solito scattato nello studio del fotografo con la Star o le Stars in costume, prima che la troupe iniziasse a girare le scene del film.

Ciò significava che le Stars e i fotografi dovevano essere minuziosamente preparati rispetto le caratterizzazioni e la conoscenza della sceneggiatura.

Questo oltre ad essere utile per fornire un messaggio pubblicitario il più possibile rappresentativo, di quello che sarebbe poi stato il film, serviva anche come “allenamento”  per gli attori, per poi riuscire ad approcciarsi in modo corretto alla macchina da presa, durante le riprese del film.

Un pò come avviene anche oggi, chi fa cinema o televisione deve ripetutamente fare test fotografici per conoscere al massimo la propria capacità di caratterizzazione e gestualità, nonché la conoscenza dei punti di ripresa ottimali rispetto la propria fisionomia, e, non ultimo, per “rompere il ghiaccio” con la macchina da presa.

Ricordo che proprio uno dei miei primi lavori quando ero un giovane fotografo… Non vorrei sembrare vecchio ma, erano gli anni ’80…

Fu quello di fare test fotografici alle attrici e attori, per l’agenzia Caremoli di Milano, che all’epoca era al top per i modelli attoriali e caratteristi, che cercavano sbocchi nella pubblicità e in televisione.

Ma tornando a Hollywood…

I ritratti divennero cosi’ fondamentali per la comunicazione delle case di produzione, che le stesse li fornivano costantemente alle agenzie di stampa per assicurarsi che la diva o il divo rimanessero esposti agli occhi del pubblico anche nei periodi durante i quali  non erano presenti sul grande schermo.

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Cover delle maggiori riviste di Cinema dell’epoca, da Taschen

Coloro che costituivano il management degli Studios capirono da subito, quanto fossero importanti i fan per mantenere in vita tutto il settore.

Le riviste di attualità includevano moduli che i lettori compilavano per ricevere fotografie in formato 10 per 12 dei loro attori preferiti, e i ritratti (di solito autografati da assistenti della Star) venivano spediti a migliaia.

In effetti, il fatto che una Star venisse scritturata da un particolare e importante Studios dipendeva in gran parte dalla quantità di fans che aveva ottenuto.

Quindi era un vero sistema di costruzione di “followers” un po come avviene oggi per i personaggi dello spettacolo in generale, attraverso i social, con la differenza che a quell’epoca i fotografi avevano veramente un ruolo centrale.

Tra i fotografi Glamour più importanti dell’epoca, il numero uno, fu sicuramente:

JAMES ABBE

Figlio di un libraio, James nacque nel Maine nel 1883. James Abbe si interessò alla fotografia dall’età di dodici anni, e con una Eastman Kodak iniziò fotografando la città, i cantieri navali e le truppe che muovevano verso la guerra ispano americana.

A 23 anni, James divenne professionista con un’ incarico al Washington Post, per documentare fotograficamente la Grande Flotta Bianca di navi da guerra americane in viaggio per l’Inghilterra e la Francia nel tentativo di impressionare il Kaiser Guglielmo di Germania.

Famosa fu un’ immagine della nave da guerra USS North Dakota che arrancava attraverso un mare agitato nel Golfo di Biscaglia , fu pubblicata da molte riviste di tutta europa.

Il suo destino non sarà la fotografia di guerra… Ma la Fotografia Glamour, che divenne per lui una vera e propria filosofia di vita.

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James Abbe in azione su tetti di N.Y. , da Taschen

Di ritorno dall’Europa, gli venne offerto un lavoro presso la casa editrice JP Bell a Lynchburg, in Virginia e in questo periodo iniziò a sperimentare con i ritratti utilizzando soggetti del vicino Randolph Macon Women’s College, che furono pubblicati negli annali del Collegio. Non passò molto tempo, prima che Abbe si fidasse abbastanza della sua  competenza nella ritrattistica, per mostrare un portfolio del suo lavoro agli editors di importanti riviste come Vanity Fair.

Nel 1917, incoraggiato dalla risposta positiva alla prospezione, ottenuta nelle redazioni, si trasferì con sua moglie e i tre figli a New York, dove fondò uno studio fotografico indipendente sulla West 67th Street.

Negli anni ’10 dello scorso secolo, la nascente industria cinematografica americana era divisa tra Los Angeles e la costa orientale. Come libero professionista a New York, non essendo vincolato da contratti esclusivi, Abbe era libero di fotografare a suo piacimento e commercializzava le sue opere vendendo stampe a diverse pubblicazioni.

Abbe ha fotografato i ballerini dello Ziegfeld e del Greenwich Village Follies, e le star del cinema come Rodolfo Valentino e Natascia Rambova, Fred e Adele Astaire e Mae West, utilizzando sia lo studio che varie location.

Sicuramente l’immagine che più adoro personalmente e che mi emoziona facendomi venire la pelle d’oca ogni volta che la guardo, è quella che ritrae l’innocenza di Lilian Gish nel ritratto pubblicitario del film Broken Blossoms (1919).

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Lilian Gish nella pubblicità del film Broken Blossoms

Il vero “Padre” di quella che venne ufficialmente denominata “Fotografia Glamour” fu LUI:

GEORGE HURRELL

Furono proprio le sue foto a ispirare e successivamente a coniare, il termine “Fotografia Glamour”.

George proviene da una famiglia molto cattolica di Cincinnati, dopo il liceo entra in seminario, ma da come piu tardi si vedrà, la sua vita sembra essere destinata a tutt’altro che alla carriera ecclesiastica.

Si era distinto sin da piccolo con la pittura e il disegno, quindi frequenta una scuola d’arte, e, anche se la sua disciplina di elezione è la pittura inizia anche a sperimentare con la macchina fotografica.

Prese corpo la costruzione delle preziosissime basi, di quello che gli consenti’ di “fare la differenza” nel genere che lui stesso aveva coniato, la Fotografia Glamour, quando, iniziò a collaborare come cromista, per il fotografo di ritratti di Chicago Eugene Hutchinson, che gli insegnò giorno dopo giorno, i preziosi segreti del mestiere, tra cui il ritocco del negativo, lo sviluppo in camera oscura e l’uso dell’aerografo (tecniche peraltro, incredibilmente ancora utilizzate per il ritocco dei bianchi e neri, ancora sino all’avvento del digitale)

Ancora oggi la grande differenza in questo genere fotografico (attraverso le tecniche attuali) si fà con una altrettanta grande competenza nella gestione dello sviluppo dei files e delle tecniche di postproduzione.

Se hai letto finora questo articolo, rimani qui, perchè avanti approfondiremo tutti questi aspetti.

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Norma Sharer by Hurrel. Ritratto pubblicitario del film “The Divorcee” 1930

Il compito più grande e più difficile qundo sei un fotografo di ritratti in studio, è quello di placare l’ego e le insicurezze di alcuni dei grandi quando sono di fronte alla tua macchina fotografica. George Hurrel

 

Il Glamour e la Fotografia: Evoluzione e contemporaneità

Questo genere fotografico tanto affascinante quanto controverso, prosegue la sua evoluzione attraverso gli anni quaranta e cinquanta, sempre con la stesse prerogative per cui è nato.

Cioè esaltare attraverso un’enfatizzazione di bellezza, fascino e seduzione, le celebrità del mondo del cinema e piu tardi anche della televisione.

Un fenomeno importantissimo, connesso alla Fotografia Glamour, che dà inizio all’evoluzione del genere fotografico, sinora specificatamente legato al ritratto, alla scoperta del corpo femminile e di quel sottile erotismo, è sicuramente quello delle PIN UP.

Ma occorre fare ancora un piccolo passo indietro…

Chi sono le PIN UP ?

La Pin Up, ovvero l’idea che dà origine al fenomeno, entra nella storia del Costume negli Stati Uniti ancor prima della fotografia, nel 1800, precisamente con il dilagare della bicicletta come mezzo di trasporto.

Per una questione principalmente legata alla sicurezza nel fatto di stare in sella, le  donne iniziano a evitare le sottogonne e le gonne a strati a favore dei bloomers (pantaloni a palloncino) e degli stivali.

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Da: Taschen

Questo piccolo cambiamento di moda inizia a mostrare le gambe e il corpo delle donne, nella cultura tradizionale come mai era successo prima d’ora.

Le donne erano contemporaneamente più mascoline e anche più sexy. Le cose stavano diventando interessanti.

1889: Il Primo Calendario Pubblicitario

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Da: Taschen

Thomas Murphy e Edmond Osborne, stampano il primo calendario con gli annunci sotto le immagini.

I calendari garantivano un intero anno di spazi pubblicitari, una volta venduti…

Fu una trovata davvero geniale!

Il mercato del calendario, però, cambia, rispetto al primo raffigurante George Washington.

Precisamente nel 1903 con l’uscita del primo calendario con ragazze, intitolato “Cosette”, inizia l’era del Glamour Moderno, ma siamo ancora nell’ ambito dell’illustrazione.

1917  La propaganda di stato USA si chiama: PIN UP!

workshop glamour nudo
Da: Taschen

Durante la prima guerra mondiale, il presidente americano Woodrow Wilson creò il dipartimento di Pubblicità Militare, per suscitare patriottismo e ispirare le nuove truppe a combattere.

il leitmotiv includeva donne graziose, spesso abbigliate in uniformi militari con un taglio sexy, e che annunciavano messaggi come “Se fossi stata uomo avrei potuto arruolarmi in Marina , e tu che apsetti? Sii uomo e decidi!”

Anni ’40: La Pin Up rappresenta una Moda, oppure propaganda psicologicamente veicolata?

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Da: Taschen

La seconda guerra mondiale è il periodo in cui la Pin Up entra proprio a far parte del costume, come progettato dal governo degli Stati Uniti.

Questo sostanzialmente allo scopo di aumentare il morale del soldato USA impiegato al fronte, presentando una visione tutta americana (edonistica) del “premio” che lo attenderà…

Ragazze per cui vale la pena combattere in guerra.

Le immagini delle Pin Up sono state trovate appese (da qui il termine Pin-Up) all’interno di baracche, incollate alle pareti di sottomarini, nelle cabine dei carri armati e infilate nelle tasche dei soldati.

Nel 1953 Nasce PLAYBOY

Hugh Hefner lancia la sua famigerata Nudie Mag, egli prende spunto dalle riviste di Pin Up, ma è già consapevole del fatto che il futuro dell’immagine femminile si baserà sulla fotografia.

Nel 1955, diviene un vero trend editoriale, la maggior parte delle riviste assomigliava più a Playboy che alle riviste Pin Up, che erano famose solo dieci anni prima.

Una volta che la rivista superò la popolarità della Pin Up, non c’era più, la necessità pressante, di preservare l’innocenza delle donne.

Da qui ebbe inizio il mix magico tra Nudo e Glamour delle origini.

* Riflessione: Segui le tue passioni…

Se hai letto fin qui, significa che abbiamo la stessa passione.

Tutta questa storia, piena di passione, che in realtà, ho sempre avuto in mente; fu quella, che, sin da quando ero undicenne e iniziavo a scattare foto, mi aveva portato a credere che la fotografia sarebbe stata con me per tutta la vita, diventando un lavoro.

Lavoro che prese forma, quando a ventuno anni, mi proposero un contratto da fotografo, per un’azienda di vendita per corrispondenza.

Più avanti nel tempo, siamo nel 2009, ormai sono già abbastanza “navigato”, capita che una sera d’estate, a Milano, conosco Elio Fiorucci.

In quel momento non mi pareva vero, lo avevo incrociato varie volte molti anni prima nelle notti milanesi degli anni 80 al Plastic (una discoteca di tendenza), Fiorucci era un mito (giustamente) un pò per tutti noi giovani creativi.

Mi chiede di passare da lui in ufficio con il mio portfolio. Ci vado subito il giorno dopo.

Iniziamo a parlare proprio delle Pin Up e appunto del fatto che Hefner, il creatore di Playboy ( che peraltro fu un suo carissimo amico) é colui che traspose l’immagine innocente della Pin Up da illustrazione a fotografia, sino ad arrivare al nudo erotico degli anni 70 cavalcando gli ideali libertini post contestazione, in un’ America da sempre “pudica”… Io ci aggiungerei anche bacchettona.

Propongo cosi’a Elio, una mia ricerca, realizzando un’ immagine Pin up a cavallo tra illustrazione e fotografia, da cui poi Lui prese spunto per una collezione di biancheria.

Ho pensato, e adesso..?

Beh… Ho iniziato quindi da una ripresa in studio e realizzato il background in 3D, ho creato delle maschere usando la selezione “intervallo di colore” in Photoshop, ho poi rielaborato tutte le tinte dandogli un sapore anni 50.

Riempito le selezioni con le nuove tinte e rifinito il tutto con lo strumento pennello usando uno stile “aerografato”. Questo è il risultato:

fotografia glamour


giac ferrari Photographer

Fotografia Glamour, Beauty e Nudo: Naturale evoluzione di uno stile in Fotografia

Come hai visto, nella storia si è partiti dal ritratto pubblicitario delle star del cinema muto, poi la donna Glamour si toglie qualche indumento attraverso il fenomeno Pin Up.

Piu tardi, nei '50, Hefner "sdogana" definitivamente il nudo, che, voglio specificare, già esisteva molto prima, ma che non era alla portata delle masse, ma realizzato e distribuito in gran segreto, clandestinamente.

Ebbene con Playboy e tutti i vari surrogati che ne seguirono, si propose il nudo a un pubblico di massa, e, successivamente nei '70, si sconfinò sino al nudo erotico.

Playboy, torna ad essere, in tempi recenti una rivista di nudo non erotico, purtroppo con scarsi risultati, sia sul piano delle tirature, sia, a mio parere sul piano artistico- estetico, proponendo alcune serie fotografiche, sulle quali sembra voler insistere, nello stile di quei calendari che si vedono nelle officine dei meccanici o appesi nelle cabine di guida dei camionisti.

Ma quindi che ne è di tutta questa storia, e dell'esperienza tramandata negli anni per questo genere appassionante, pieno di sfumature, controverso e anche un pò, senza esagerare, misterioso?

Beh direi che il Glamour con il Beauty e il nudo, quelli fatti bene, come si deve, a regola d'arte, trovano una loro grande e prospera collocazione nel mercato editoriale e pubblicitario, legato alla moda e le sue nicchie, come ad esempio la Cosmesi, la Moda Intimo e il Beachwear.

La Fotografia Glamour, Beauty e di Nudo nella comunicazione di Moda

Il settore della Cosmesi in tutte le sue declinazioni, dai profumi alle creme anti age, dai rossetti ai solari, si colloca sicuramente tra i maggiori fruitori delle immagini Beauty e di nudo.

Il giro d'affari, tra agenzie, fotografi, make up artist e modelli è notevole e non ha mai risentito della crisi, perchè secondo le regole del mercato, è proprio durante i periodi di crisi economica che le persone si soddisfano con acquisti di beni cosiddetti "di conforto"  tra cui sicuramente spiccano i prodotti legati alla bellezza e alla cura della persona.

Il Nude Art è tutt'altro argomento, ma, intendiamoci, non meno prolifico per opportunità di fatturato. Indubbiamente piu' difficile da approcciare.

Il mio percorso professionale, iniziato con lo Still life e successivamente passato attraverso la Moda, ha poi preso la via della specializzazione nella fotografia di Beauty e di Nudo.

Non credo sia stato cosi' casuale, ma piuttosto, una conseguenza un pò inconscia di quella che è sempre stata una mia passione... E chiaramente anche un pizzico di fortuna!

Voglio condividere con te questa mia esperienza a partire dall'elencarti gli elementi di quella che secondo la mia esperienza è la ricetta, che come avviene in ogni situazione stà alla base di un buon prodotto.

Fotografia di Beauty e Nudo:  I 7 ingredienti magici...

  • Conoscenza approfondita della linea che dobbiamo promuovere.
  • Scelta dello Staff.
  • Casting.
  • Pianificazione dello shooting.
  • Scelta della location, se studio o esterno.
  • Organizzazione minuziosa, e reperimento delle attrezzature (valuta i migliori preventivi per eventuali noleggi).
  • Studio preliminare rispetto a: Quale sarà la miglior post-produzione da approntare?

Visto questo elenco, la fotografia di bellezza può sembrare un pò complicata.

Si... certo ha le sue complessità come ogni lavoro, ma non è così difficile, come alcuni colleghi a volte la fanno sembrare.

Con una concentrazione massima sulla pelle e sul trucco, la fotografia di bellezza è in realtà, un "trampolino", che consente al fotografo di mostrare le proprie abilità nell'illuminazione e nel ritocco, in una nicchia della Moda super specializzata.

Considera il Truccatore

Scattare fotografie di bellezza mi ha portato nel corso del tempo a maturare rapporti professionali e di conoscenza con i truccatori e parrucchieri più creativi, modelli al top, più di qualsiasi altro genere di fotografia.

In effetti non tutti i truccatori, hanno la competenza per fare questo genere di fotografia.

Questo aspetto, mi ha permesso di creare liste di contatti e relazioni, utili anche per realizzare lavori commerciali, che hanno poco o niente a che vedere con la fotografia di bellezza, riuscendo a ottenere un elevato valore aggiunto, laddove la concorrenza è elevatissima.

I Make Up Artist, sono i veri protagonisti delle sessioni di fotografia Beauty, quindi è importante trovarne uno che possa corrispondere alla tua scelta creativa.

Considera che in questo genere, la professionalità del Make Up Artist è di altissimo impatto per la riuscita di un lavoro eccellente.

Quando decido per un truccatore, di solito chiedo di vedere il suo portfolio specifico di Beauty, il portfolio deve essere stampato, e non digitale, le stampe devono essere almeno in formato A3, perchè solo cosi riesco ad avere una reale percezione della qualità del suo lavoro.

Le tecniche applicate al trucco di bellezza sono un po' diverse da quelle che potresti incontrare nella fotografia di matrimoni o eventi, nel trucco televisivo o cinematografico.

Quindi è importante trovare qualcuno che quantomeno arrivi dalla Fotografia di Moda e che rispecchi lo stile del prodotto, perchè non bisogna mai dimenticarsi, che la finalità di un bravo Fotografo Professionista è quella di far vendere i prodotti al proprio cliente.

Se hai un buon budget è sicuramente meglio affidarti a un Agente di Make up e Hair Stylists, chiaramente  deve essere uno comprovato, stando sempre attento perchè anche in questo ambito girano parecchi farlocchi.

Le agenzie di Make Up e Hair Stylist, hanno in genere i migliori professionisti sulla piazza, per me la migliore, più colta, attenta alle tendenze e sofisticata Agente a Milano è sicuramente Marianna Maffi, poi c'e Close Up che è invece molto piu commerciale.

Il Casting

Chiaramente la scelta della modella, sia per il Beauty, e a maggior ragione per il nudo è la parte più importante del lavoro.

Qui paradossalmente la questione del budget è meno preponderante, ovvero anche con un medio budget è piu semplice trovare i modelli giusti.

Il digitale ci offre molte possibilità attraverso piattaforme specifiche, come Model Mayhem ad esempio, o banalmente attraverso i social, di entrare in contatto con i modelli e negoziare direttamente il prezzo e le liberatorie per l'utilizzo delle foto.

I particolari da tenere in considerazione nella foto di Beauty e Nudo sono tantissimi; chiaramente i più determinanti sono:

  • La pelle, la sua tonalità, la riflettenza.
  • La forma del viso che per il Beauty è chiaramente fondamentale. (La scelta di un viso a forma tonda piuttosto che spigoloso aiuta tantissimo)
  • La stesura di una scaletta, e, possibilmente di un Lay Out, di tutte le immagini da realizzare (mai improvvisare sul set).
  • Gli occhi della modella devono essere grandi.
  • Durante il casting è necessario fare attenzione anche alla benchè minima espressione, non basta guardare un portfolio per fare casting.

Fotografia Glamour e Nudo: Rispettive declinazioni

Per il Glamour, o moda intimo che dir si voglia, è veramente un discorso tutto particolare, a seconda del lavoro dobbiamo tenere in considerazione differenti aspetti.

Ovvero, per  la lingerie (i casting piu difficili per trovare la modella giusta) si ha necessità di "riempire i capi" (vestibilità) in un certo modo, quindi perticolare attenzione va rivolta alle misure, e si predilige la pelle chiara, perchè più modellabile con la luce.

Costumi da bagno, abbiamo le stesse caratteristiche di vestibilità della lingerie, ma qui la pelle è meglio che sia abbronzata, chiaramente senza i segni dell' abbronzatura.

Se consideriamo il Nudo"tecnico", consentimi il termine anche se non è il massimo..., per riferirmi a quello ad uso editoriale e pubblicitario per la Cosmesi.

Anche qui abbiamo dei punti fermi che sono:

  • Misure
  • Tonalità di colore della pelle (sempre meglio la pelle chiarissima)
  • Freschezza della modella (non serve sofisticazione, anzi è totalmente da evitare)
  • Trucco naturale
  • Capelli non troppo lunghi

Invece nel Nude Art ci possiamo sbizzarrire e scegliere la modella senza particolari vincoli, perchè questo è un modo a parte, in ogni senso.

Immagine realizzata per l' Artisan Parfumeur per il libro fotografico monografico "la Poudre" ©Giac Ferrari Copyright

Shooting Nudo: Rapport ed empatia con i modelli

Il Rapport nella comunicazione interpersonale indica l'instaurarsi di un rapporto di fiducia e affinità reciproca con l'interlocutore.

Ebbene questa tecnica, inserita nella pratica quotidiana da John Grinder fondatore della PNL, trova, secondo la mia esperienza, un'eccellente impiego, nell'instaurare fiducia ed empatia con i modelli durante lo shooting.

Nel Podcast che segue, dove rispondo alle domande di un partecipante a un workshop sulla fotografia di nudo, tenuto da me a Milano lo scorso anno, tra i vari suggerimenti, ne trovi alcuni specifici, proprio sulla gestione della comunicazione interpersonale con i modelli.

Clicca sul tasto giallo per ascoltare

La Postproduzione nella foto di Bellezza

La tendenza nello stile di come trattare la fotografia di Beauty è molto cambiato nel corso degli anni.

Se vai a cercare tra gli annali, rispetto al trattamento della pelle in postproduzione, vedi che durante tutti gli anni '80 e gran parte dei '90 si è molto usato lo stile legato al concetto di "perfezione", di memoria un pò Edonistico-Reaganiana.

Il risultato è quello che io definisco "bambola di porcellana" dall'aspetto aerografato, dove non sono assolutamente visibili i pori della pelle.

Oggi assolutamente non è più così.

Si ricerca anzi di valorizzare la trama della pella con tutta la sua consistenza. La pelle diviene una vera e propria texture, radiosa ed elastica, ed essenzialmente "realistica", o comunque vicina alla realtà in modo significativo.

Quindi si utilizza meno lo strumento pennello usato a mò di aerografo, e si prediligono tecniche come Dodge & Burn e Separazione delle Frequenze, come base per iniziare.

Da sottolineare che in questo tipo di fotografia, come peraltro in ogni genere, ma qui a maggior ragione, è necessario partire con una giusta distribuzione dei contrasti attraverso l'illuminazione.

Per questo, la scelta degli accessori per le luci e il posizionamento della luce chiave, devono essere ben studiati.

Luce dura e illuminazione laterale non sono mai un' ottima trovata per la foto di bellezza.

Un ampio softbox, posizionato di fronte al soggetto o leggermente spostato verso il lato della fotocamera, creerà una luce soffusa che riempirà la maggior parte delle ombre e renderà più facile il ritocco delle immagini.

Ma anche questo "non è la Bibbia", perchè se stai realizzando immagini finalizzate al Beauty commerciale o editoriale, sarà più appropriata una luce ragionevolmnete più dura (in questo caso entra in gioco il Beauty Dish) su un modello accuratamente selezionato con una pelle perfetta.

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giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.