Photo JR Korpa

Convertire la fotocamera digitale per l’infrarosso può farci ottenere immagini sia colore che in bianco e nero, ma in verità i colori virati non li trovo cosi’ unici, visto che i mezzi di post produzione permettono già di fare queste alchimie alla grande. Al contrario nel bianco e nero, trovo molto interessante il modo in cui si riproducono le tonalità e i contrasti ottenendo risultati che senza esagerazione definirei “poetici”. La colorazione fatta a posteriori utilizzando semplici maschere e “miscelatore canale” di Photoshopcrea tinte con sfumature con una raffinatezza da… Preraffaellismo. Nella fotografia di paesaggio con l’ infrarosso, otteniamo bellissime scale di grigio sulle vegetazioni, i cieli risultano neri, cosi’ come l’ acqua e altra particolarità risulta essere un dettaglio spettacolare.

Cos’è la fotografia a infrarossi?

La spiegazione più immediata (non scientifica), e qui perdonami la semplificazione un po banale, ma non voglio che tu abbandoni la lettura adesso, o, peggio mi mandi a quel paese, quindi in sintesi:

L’infrarosso è una forma di energia elettromagnetica invisibile all’occhio umano, ma che il sensore è in grado di registrare, anzi ne risulta particolarmente sensibile proprio per la sua natura progettuale, in effetti gli attuali sensori per la foto digitale altro non sono che l’evoluzione di sensori elettromedicali sensibili all’ infrarosso.
Detto ciò: la pelle umana riflette molta radiazione infrarossa, cosi’ come la vegetazione e in generale tutto ciò che è organico. Queste cose appaiono molto luminose nelle foto a infrarossi in bianco e nero. Oggetti inorganici, come strade, sassi ed edifici, non riflettono la luce a infrarossi e possono sembrare straordinariamente simili alle normali foto in bianco e nero ma con la particolarità di avere un dettaglio e un’ incisione altissime, quasi simile alle pellicole che si utilizzavano per riprese analogiche al microscopio tipo Photomicrography, magistralmente utilizzate da Ansel Adams nei suoi paesaggi.

Convertire la fotocamera per l’infrarosso

I sensori delle fotocamere digitali come abbiamo detto, sono sensibili alla luce alla luce infrarossa, all’ultravioletto nonché alle lunghezze d’onda della luce visibile. Per questo motivo, le fotocamere digitali hanno filtri per bloccare sia la luce ultravioletta che quella  infrarossa. I filtri a infrarossi sulla maggior parte delle fotocamere lasciano passare le radiazioni dell’ infrarosso, ma non abbastanza da influenzarne l’immagine.

Durante una conversione a infrarossi, il tecnico rimuove il filtro per gli infrarossi in modo che il sensore possa ora ricevere la luce a infrarossi e lo sostituisce con un filtro che blocca la luce visibile, cosicché il sensore possa vedere e registrare solo gli infrarossi. Il processo non è complesso e quindi non particolarmente costoso. Se sei dotato di pazienza e sopratutto sei  metodico e ordinato (perchè alla fine avanza sempre una vite…) puoi provare a farlo tenendo uno schema delle viti e dei pezzi e tutto quello che hai smontato meticolosamente in posti sicuri. Si trovano molti tutorials su YouTube che spiegano passo per passo. Hai solo bisogno di qualche attrezzo e dei pezzi da sostituire che si trovano in commercio.

Fai attenzione che; se la tua fotocamera è ancora in garanzia, verrà annullata e tieni presente che puoi danneggiarla. Quindi visto il costo abbordabile di un tecnico che sà precisamente dove mettere mano, valuta bene…

Convertire la fotocamera per l’ infrarosso con una vecchia Canon come ho fatto io, è stato reso semplice grazie a Protech Photographic , la società alla quale mi sono affidato, nel Regno Unito (gestiscono anche ordini dall’Italia). Qualcuno conosce tecnici validi in Italia che effetuano conversione IR?  Lo ringrazio per condividere eventuali contatti qui sotto nei commenti.

Tipi di conversione a infrarossi

Esistono diversi tipi di conversione a infrarossi. Questi sono alcuni dei più comuni.

Conversione a spettro completo

I filtri UV e infrarossi vengono rimossi. Il sensore della tua fotocamera cosi’potrà registrare la luce UV e infrarossa ma anche la luce visibile. È possibile controllare l’effetto utilizzando i filtri (sull’obiettivo) per bloccare diverse quantità di luce visibile e / o infrarossa. Questo può essere interessante se ti piace sperimentare, ma lo svantaggio è: si rende necessario acquistare filtri, che si aggiungono ai costi. I filtri assorbono energia, quindi è necessario utilizzare tempi di posa più lunghi o ISO più alti per compensare.

Conversione a 720nm

Il tecnico posiziona un filtro davanti al sensore che blocca tutte le lunghezze d’onda inferiori a 720 nm (nm = nano-metro ed è un’unità di misura equivalente a 1 / 1.000.000 di metri utilizzati per misurare le lunghezze d’onda della luce). In altre parole, lascia passare solo la luce a infrarossi. È il tipo di conversione più adatto per la fotografia di paesaggio, che ti offre un’immagine a colori che è poi in seguito facile convertire in bianco e nero. Questo è probabilmente il tipo più comune di conversione a infrarossi.

Conversione 830nm

Il sensore è dotato di un filtro che blocca tutte le lunghezze d’onda inferiori a 830 nm. Questo dà un tipo di effetto infrarosso più intenso, con pochissimo colore. È ideale per la fotografia paesaggistica in bianco e nero.

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Tipi di fotocamere e conversioni a infrarossi

Quando si tratta di convertire le reflex digitali in infrarossi, c’è qualcosa che devi tenere in considerazione. La luce a infrarossi si concentra in un punto diverso rispetto alla luce normale. La tua fotocamera è calibrata per mettere a fuoco la luce visibile, il che significa che se provi a mettere a fuoco qualcosa usando un’apertura ampia (che fornisce meno profondità di campo), la messa a fuoco potrebbe non essere accurata. È possibile calibrare una lente per mettere a fuoco con precisione per gli infrarossi, quindi puoi verificare con il tecnico che gestirà la conversione a infrarossi i dettagli di questa operazione. Tieni presente che le lenti vintage danno meno problemi di fuoco, questo secondo la mia esperienza, ma non ho dati scientifici al riguardo.

Per la fotografia di paesaggio , dove la maggior parte dei fotografi utilizza obiettivi grandangolari, dove si ha un’ ottima profondità di campo anche ad aperture medie, non è così trascendentale il problema della messa a fuoco in infrarosso.Se la tua fotocamera dispone di qualche sorta di messa a fuoco automatica in Live View (dove la fotocamera mette a fuoco dal sensore, anzicchè usare il sistema di autofocus classico della reflex), avrai una messa a fuoco precisa in Live View dal display o meglio dal mirino elettronico, vediamo in seguito perchè si preferisce convertire a infrarosso una macchina mirrorless.

Vantaggio delle Mirrorless

Le fotocamere mirrorless hanno un vantaggio nel convertirle a infrarossi rispetto alle reflex digitali, perché sono in grado di mettere a fuoco dal sensore della fotocamera. Ciò significa che sia nel caso si preferisca tenere in mano la fotocamera e guardare attraverso il mirino per fare manualmente la messa a fuoco, che nel caso metti la fotocamera su treppiede e utilizzi il Live View, la fotocamera mirrorless risulta essere la scelta definitiva, in quanto non si avranno errori di messa a fuoco.

Un altro vantaggio delle fotocamere con mirino elettronico è che quando si imposta la fotocamera sulla modalità bianco e nero, la fotocamera visualizza la scena in bianco e nero nel mirino. Questo ci regala un’ anteprima di come la foto uscirà in bianco e nero con l’effetto degli infrarossi.

Lenti e fotografia a infrarossi

Un’altra considerazione importante è che non tutti gli obiettivi sono adatti per la fotografia a infrarossi. In particolare, gli obiettivi meno recenti tendono a mostrare un “hot spot”al centro dell’inquadratura, cioè una sorta di anello luminoso, specialmente con impostazioni di ampia apertura del diaframma. Prima di convertire la tua fotocamera dovresti controllare e vedere se ci sono problemi segnalati con gli obiettivi che intenderai usare con la stessa. Un riferimento molto interessante in rete è Kolarivison che offre una lista completa di lenti compatibili con i modelli di fotocamere piu’ conosciuti.

Filtri a infrarossi

Un’altra opzione, se non si desidera fare una totale conversione della fotocamera per l’ infrarosso, è di acquistare un filtro a infrarossi che blocchi la luce visibile e lasci passare solo le frequenze dell’ infrarosso. Il filtro Hoya R72 è un’ottima opzione e non é molto costoso. Blocca le lunghezze d’onda sotto i 720nm.

Considera che le fotocamere digitali hanno sempre un filtro che blocca la maggior parte della luce a infrarossi posto davanti al sensore. Questo filtro che nel caso specifico non viene rimosso (non facendo la conversione) lavorerà come un filtro ND e potrà assorbire grandi quantità di luce, quindi considera il treppiede come essenziale.

L’assorbimento varia a seconda della fotocamera , non sorprenderti se perderai 12 stop di luce. Se puoi lavorare in questo modo perchè ad esempio fai fotografia di Paesaggio e non hai problemi di lunghe esposizioni, un semplice filtro a infrarossi potrebbe essere adatto a te. In questo caso ti suggerisco di effettuare una sempliece e veloce prova:

Prova il tuo sensore

Il filtro a infrarossi su alcune fotocamere è così potente che nessuna frequenza di infrarosso raggiunge il sensore. Ciò rende impossibile l’utilizzo di un filtro a infrarossi e rende necessaria la conversione. C’è un modo semplice per verificare se il sensore della tua fotocamera è in grado di rilevare la luce a infrarossi. Fai questo test prima di acquistare un filtro a infrarossi.

Imposta la fotocamera su Live View e metti a fuoco l’estremità del telecomando di un televisore mentre chiedi a qualcuno di tenere premuto uno dei pulsanti. Se vedi una luce dal trasmettitore del telecomando significa che il tuo sensore è sufficientemente sensibile alla luce a infrarossi da poterlo utilizzare  con un semplice filtro esterno.

 

Conclusione

Concludiamo la nostra panoramica sulla conversione di fotocamere digitali a infrarossi per la fotografia in colore o bianco e nero. Hai provato? Che fotocamera hai convertito? e come è andata a finire?


giac ferrari
giac ferrari

Giac Ferrari fotografo milanese specializzato in fotografia pubblicitaria, con particolare esperienza nella moda intimo e nel Beauty per la Cosmetica, è il fondatore di ateneofotografia.it. Nei circa trent' anni della sua attività di professionista, ha collaborato con le maggiori agenzie di pubblicità ed editori a livello internazionale. Attualmente è Multimedia Specialist e Fotografo Indipendente; attività alle quali, si aggiungono consulenze e docenze in tema di fotografia e tecnologie multimediali.