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Stagione 2, Episodio 42

Arte del Color Grading

Il nuovo paradigma della fotografia contemporanea, richiede al fotografo di essere anzitempo un narratore. Il digitale ci regala la possibilità di usare antiche tecniche cinematografiche, in modo relativamente semplice, fornendoci attraverso l’uso del colore quel mood che è in grado di creare emozioni esattamente come una colonna sonora di sottofondo. La post è fondamentale per il Visual Storyteller, perché l’effetto che uno strumento realizza su una foto non ne cambia solo l’aspetto, ma spesso anche il significato.

di Giac Ferrari

In Questo Episodio

Come sappiamo il colore e il suo uso nella comunicazione visiva e nella fattispecie nella fotografia, è una potente chiave per suscitare emozioni nello spettatore. 

Questi aspetto lo abbiamo già ampiamente analizzato nelle precedenti puntate del podcast relative all’uso dei colori in fotografia.

Nel cinema la carica emotiva che sprigiona il colore è paragonabile alla musica di una colonna sonora. 

Proprio come la musica quando si dice “tocca le corde”, e, risuona col nostro subconscio per simpatia, attraverso frequenze sonore armoniche, cosi anche nel colore, quindi nella luce, trattandosi anche queste di frequenze seppure elettromagnetiche, “risuona” coi nostri ricordi, la nostra esperienza e con il subconscio collettivo che si trova in noi.

In questo episidio del podcast parliamo di color grading e della tendenza attuale di creare immagini fotografiche, soprattutto per la  pubblicità e la moda, in particolare in tema di colore,  con un look molto vicino alle immagini del cinema e delle serie tv.

Quindi se anche a te come a me piace sperimentare ti consiglio di ascoltare l’episodio e meglio ancora con davanti gli esempi presenti sul sito di ateneofotografia.it

Innanzi tutto occorre sottolineare la differenza tra color grading e color correction…

Dunque, la color correction o correzione del colore per dirlo all’italica maniera, io la definirei l’insieme degli interventi di prima istanza e imprescindibili per poi elaborare il grading, e cioè:

  • Risoluzione dei problemi di esposizione

  • Risoluzione dei problemi di bilanciamento del bianco

  • Eliminazione di rumore eccessivo, generato da impostazioni ISO aggressive

  • Espansione del contrasto dalle immagini registrate in LOG o Flat nel caso di video 

  • “Sviluppo” dell’immagine da riprese in RAW

  • Impostazione dei punti iniziali di nero, bianco e gamma

Quasi ogni ripresa che sia video o foto richiede almeno uno o più tra questi tipi di intervento.

Quando insegno, mi piace chiamare la correzione di colore il “primo passo” in un flusso di lavoro di color grading.

Cos’ è il color grading?

Dopo aver corretto i problemi iniziali a livello di file, i coloristi si spostano nel regno delcolor grading. Ed entriamo cosi pian piano nella “complessità”:

  • Corrispondenza inquadrature: garantire uniformità in relazione a dominanze di colore, livelli di contrasto e quantità di luce durante lo scorrimento temporale del filmato.

  • Rimozione delle distrazioni: isolare e manipolare elementi fastidiosi che impediscono alla composizione di funzionare.

  • Controllo dell’occhio dello spettatore : utilizzo di maschere di forma (o altre tecniche), per attirare l’occhio sul punto focale di interesse

  • Creazione del look: stilizzare un’immagine per indicare un flashback, ricreare una situazione onirica, o una ricostruzione storica o semplicemente per dare all’intero progetto un’atmosfera unica.

  • Migliora e altera il mood di una scena, l’equivalente visivo dell’accompagnamento musicale di un film.  

  • Se mi segui da un pò di tempo sai che il mio lavoro di post si fonda sempre nello sfruttare la relazione con le tecniche di camera oscura, che per me in gioventu è stata una vera passione, anzi direi, quasi una vera ossessione.

    Quindi facciamo un giusto excursus storico del color grading 

Inizialmente l’intervento nel colore sui filmati cinematografici argentici, era limitato alla fase di stampa per contatto del negativo, nella regolazione del colore attraverso filtri e alla quantità di luce regolando la distanza della fonte luminosa all’ interno della stampatrice, e siccome non era possibile vedere un’anteprima, venne introdotto l’analizzatore colore Hazeltine che permetteva di avere un’idea abbastanza precisa del risultato finale. 

Per le trasmissioni televisive si utilizzava il telecinema, in sostanza un proiettore collegato a una telecamera, ma ancora in televisione non si parlava di colore, e quando arriva nel 1953 nel telecinema si mette ancora una pellicola su cui il color grading è già stato fatto.

Fu solo nel 1956 che appare il primo registratore video Ampex. La prima correzione del colore sui sistemi telecine Rank Cintel MkIII CRT.

La rivoluzione è quando Nel 1984 Da Vinci Systems ha introdotto il suo primo correttore del colore, un’interfaccia controllata dal computer che avrebbe manipolato le tensioni di guadagno del colore sui sistemi Rank Cintel MkIII.

Classificazione dei colori primari e secondari

La grading sui colori primari influisce sull’intera immagine fornendo il controllo sulle curve di densità del colore dei canali di colore rosso, verde e blu nell’intero fotogramma. La correzione secondaria può isolare una gamma di valori di tonalità, saturazione e luminosità per apportare alterazioni di tonalità, saturazione e luminanza solo in quella gamma, consentendo la gradazione dei colori secondari , pur avendo un effetto minimo o normalmente nullo sul resto dello spettro.

Con l’esplosione del digitale si affermano sistemi sempre più evoluti e registi, coloristi e fotografi trovano pane per i loro denti… 

Quindi il primo passo per il regista o il fotografo è quello di costruire una tavola dei colori che sia congeniale  alla sua narrazione.

Qui abbiamo a disposizione un valido strumento online che ci permette di creare le nostre tavole di colore e nelle nuove versioni di photoshop abbiamo il collegamento allo strumento tramite l’ interfaccia nel pannello adobe color theme.

Ora un passaggio interessante per comprendere appieno il colore e la sua connessione con la parte limbica del nostro cervello in particolare all’amigdala, quella parte del cervello deputata all’elaborazione delle emozioni…

Color grading e la ruota  di Plutchik  

Facciamo riferimento alla ricerca sulla percezione del colore dello psicologo americano Robert Plutchik. Egli collega le emozioni al colore nel modo in cui possiamo concettualizzare queste idee.

“Le emozioni primarie possono essere concettualizzate in un modo simile a una ruota dei colori.” Dove emozioni simili sono messe strettamente insieme e emozioni complementari si trovano a 180 gradi l’una dall’altra. Alcune emozioni sono miscele l’una dell’altra, proprio come alcuni colori sono il risultato della miscelazione di 2 colori separati.  

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La teoria psicoevolutiva crede che ci siano 8 dimensioni emozionali di base disposte in quattro coppie. Se seguiamo il modello utilizzato nella teoria e nella ricerca del colore, possiamo ottenere giudizi sulle combinazioni, le emozioni che risultano quando due o più emozioni fondamentali sono combinate nello stesso modo in cui il rosso e il blu creano il viola. (Plutchik, 2001)

Vedi la ruota  di Plutchik come rappresenta le emozioni attraverso i colori. Evidente nel grafico seguente è la forma conica che rappresenta come le emozioni (rappresentate dal colore) possono fondersi e diventare interconnesse.

Interessante la recente implementazione del pannello color grading in lightroom classic lightrom cc e camera raw, riprende il correttore a tre vie dei coloristi video già presente da sempre in Adobe Premiere, quindi piu una operazione di marketing,  per cavalcare il desiderio dei nuovi visual storyteller di sfruttare per l’appunto il color grading per la narrazione.

*** Il sito con lo strumento colore online di adobe, che ti permette di salvare la tua personale tavola dei colori e salvarla in libreria per importarla direttamente in camera raw o lightroom lo trovi QUI


 

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